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Human Rights in the Mediterranean

Les Droits de l'Homme en Méditerranée

Master d'Université

Master di Università

Master of University

Master de Universidad


SYLLABUS | Proposal

PROGRAMA PROVISIONAL | PROGRAMMAZIONE PROVVISORIO | PROVISIONAL PROGRAMMING

Con la colaboración de la Fundación Internacional de Derechos Humanos (FIDH). | With the collaboration of the International Foundation for Human Rights (IFHR). Homologue Course (Diploma  LLP) | Curso homólogo: (LLP Diploma): Proposal Summer University 2017

 

European Union / Euro-Mediterranean Union · Human Rights in Non-EU Mediterranean Countries · Socio-Economic Structures in the Mediterranean · Circulation of Culture in the Mediterranean: Beliefs and Values · Support for Cultural Interrelation: Education and the Media.
Unión Europea / Unión Euro-Mediterránea · Derechos Humanos en Países Mediterráneos no miembros de la UE · Estructuras Socio-Económicas en el Mediterráneo · Circulación de la Cultura en el Mediterráneo: Creencias y Valores · Soportes de la Interrelación Cultural: Educación y Medios de Comunicación.

01.- ¿Tiene la Unión Europea un papel específico en la Promoción de los Derechos Humanos y de la Democracia en la Cuenca Mediterránea?. Registros y repercusión en el Magreb y Oriente Próximo. Compromisos y responsabilidades. | Has the European Union a specific role in the Promotion of the Human Rights and Democracy in the Mediterranean? Impact on the Maghreb and Middle East. Commitments and Responsibilities.

02.- La Conferencia de Viena del .93. Los Planes Nacionales de Derechos Humanos. Declaraciones de Derechos Humanos regionales: el diálogo entre los modelos  europeos y del mundo árabe. | The 1993 Conference of Wien. The National Programs of Human Rights. Regional Human Rights Declarations: the dialogue between the European and the Arab models.

03.- La Condicionalidad Política los Acuerdos de la Unión Europea con los Países del Sur y Este del Mediterráneo. ¿Dónde quedan los Derechos Humanos en los modernos instrumentos de relación entre la Unión Europea y el Sur y Este del Continente?: Políticas de Vecindad, UpM, etc.

04.- La perspectiva de los Países del Magreb y Oriente Próximo respecto a la Política de la Condicionalidad de los Derechos Humanos.

05.- La posición de la Unión Europea respecto a los Estados Europeos candidatos a la adhesión. Valoración y  posibles repercusiones en el Magreb y Oriente Próximo.

06.- Igualdad de Género y Derechos de la Mujer en el Mediterráneo. Miradas confluyentes / divergentes Sur-Norte, Sur-Sur.

07.- Las Reformas Legislativas necesarias en los países del Mediterráneo para garantizar el respeto y la protección de los Derechos Humanos. Relaciones entre Estado y Religión.

08.- Emigración-Inmigración y Asilo en el Mediterráneo. Génesis y fundamentos político-económicos y socio-culturales de la movilidad Sur-Norte y Sur-Sur. Los Procesos de Integración.

09.- Gestión de Fronteras Exteriores de la Unión Europea en el Mediterráneo. Proyecto EURSUR. Respuestas en el Magreb, África Subsahariana y Oriente Próximo | Actitudes y Valores sobre Derechos Humanos en el Mediterráneo.

10.- Relaciones Culturales en el espacio EuroMed. Retos histórico-sociales y perspectivas de impacto. El papel de la Educación.

11.- Los Medios de Comunicación. Gestión común y solidaria de la Información en el Mediterráneo.

12.- Cuarta generación de Derechos Humanos. La condición humana en la Sociedad Tecnológica. | The Fourth Generation of Human rights in the Digital Networks and Cloud Computing

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Monograph 01 | Human Rights and Diaspora: Europe Vis a Vis the Middle East

Proposal: Hebrew University of Jerusalem

Derechos Humanos y Diásporas: Europa vis a vis el Oriente Próximo

Si bien los estudios sobre Diásporas, etnicidad e inmigración han permitido profundizar la comprensión de las identidades de las minorías y su relación con los procesos sociales, políticos y económicos en las sociedades de residencia vis a vis las sociedades de origen, resulta necesario ampliar la discusión sobre la relación entre Diaspora y Derechos Humanos. Por ejemplo, ¿en qué medida la falta de consideración de las necesidades especiales de los grupos diaspóricos implica una violación de los derechos humanos? ¿En qué medida resulta posible, y/o necesario, considerar a los derechos de los grupos diaspóricos dentro de las categorías de derechos humanos? Esta cuestión es discutida en el curso a través de una lectura histórica del caso de los grupos provenientes del Oriente Próximo en Europa.

Human Rights and Diaspora: Europe vis a vis the Middle East.

While studies on Diaspora, ethnicity and immigration have deepened the understanding of the collective identities of minorities and their relationship with the social, political and economic processes in host societies vis a vis the place of origin, it is necessary to broaden the discussion on the relationship between Diaspora and Human Rights. For example, to what extent the absence of consideration of the special needs of diasporic groups implies a violation of human rights? To what extent is it possible, and/or necessary, to consider the rights of diasporic groups within categories of human rights? This issue is discussed in the course through a historical reading of the case of groups from the Middle East in Europe.

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Proposal: Cairo University

Development of the proposal DocEuroMed

Monograph 02 | Mutamento Sociale e Teoria Femminista

Proposal: Università di Foggia

(Tra post-moderno e post-patriarcato: pratiche di resistenza femminista e paradigmi emergente)

Descrizione della sessione:

Accade, ed è inevitabile, che il contesto storico-politico sempre così importante per tante battaglie femministe, vada modificandosi nel tempo. Oggi i mutamenti sono radicali e veloci. Spesso spiazzanti. Obbligano a spostare lo sguardo, a ricercare un bandolo della matassa: per non doverci stupire all’improvviso del dove siamo arrivate e ripiegare in sterili rivendicazioni. Accostandoci al presente, come purtroppo succede – senza esserne intimamente catturate o sussunte, come dice il lessico post-fordista – in qualità di capitale umano multiuso e multifunzionale. I potenti dispositivi, che strutturano le modalità dell’antropologia umana in epoca neoliberale, tendono infatti a funzionare in tal modo, su donne e uomini, con modalità molto particolari. Di queste modalità fa intrinsecamente parte il declino del pensiero critico e l’inconsapevolezza di che cosa ciò comporti nel profondo dell’umano. La sessione si propone di capire e approfondire che cosa il femminismo potrebbe dire di alternativo sul canone neoliberista, che governa il mondo e riassetta le relazioni umane, i rapporti di forza sociali e politici, gli apparati simbolici che danno senso allo stare al mondo.

ELENCO DEGLI ARGOMENTI

1.- Post-patraircato. Agonia di un ordine simbolico, Aracne editrice, Roma 2014.

La transizione verso il post-patriarcato è ancora in corso ed è colma di incognite, per questo è necessario comprendere il cambiamento che stiamo attraversando: le mutazioni del capitalismo globalizzato, la crisi dello stato sociale, il declino dell’autorità politica maschile e la libertà femminile. È necessario, soprattutto, indossare le lenti giuste, cogliere i sintomi, i passaggi, le discontinuità e le sfide principali poste in essere dalla mutazione post-patriarcale. Se non si affronteranno le difficoltà interpretative di un’analisi che stenta a decollare e non si metteranno a fuoco nuovi paradigmi, in grado di far emergere le interruzioni dal passato, si estenderanno le periferie sociali e simboliche di un centro ormai in declino.

2.- Sessismo democratico. L’uso strumentale delle donne nel Neoliberismo, Mimesis, Milano 2013.

Oggi nessuna agenzia sociale o istituzionale, così come nessuna forma di organizzazione dei saperi e della comunicazione di massa considera secondarie le donne. Sulle donne si organizzano master, corsi di formazione, campagne pubblicitarie e campagne antidiscriminazione. Delle donne si occupano il diritto, l’economia, la criminologia, la politologia, la comunicazione, il marketing etc. Eppure all’interno di queste pratiche e di questi discorsi la donna appare sempre come una “vittima”, docile e subalterna, o al contrario come un’erinni dei giorni nostri “maschilizzata”, aggressiva, violenta, spregiudicata. L’inclusione delle donne nella vita pubblica, insomma, è l’ultima frontiera del politically correct, ma sicuramente si organizza a partire da forme di produzione dello stigma che trasformano la differenza stessa in mero “differenzialismo”, ovvero in un potere in cui le stesse donne vengono “oggettivate” e, contemporaneamente, “de-soggettivate”. Non si tratta, evidentemente, di sostituire il potenziale della differenza con la logica del ritorno all’eguaglianza, né tantomeno con la logica dell’emancipazionismo. Ciò che scompare da questo tipo di narrazioni, semmai, è proprio la complessità, nonché l’eccedenza, ovvero quel bisogno di non sganciare il corpo femminile dalla sua forma di vita, dalla singolarità della sua esperienza, che certo non può ridursi a mero “oggetto” del discorso pubblico o ad un “corpo sociale” identificabile attraverso le ripartizioni identitarie. Di qui la necessità di leggere il fenomeno paradossale del “sessismo democratico” nelle società neo-liberali.

3. Come un paesaggio. Pensieri e pratiche tra lavoro e non lavoro, Iacobelli Editorie, Roma 2013.

A vent’anni dalle teorie sulla femminilizzazione del lavoro, su cui tanto hanno investito pensatrici militanti e studiose, come si colloca il pensiero femminista? Quali sono le condizioni materiali delle donne nell’Europa dell’Austerity e delle rivolte? Quali le attività a cui attribuire valere? Secondo quali misure? Come pensare la ricchezza oltre il denaro? Come pensare a politiche di trasformazione delle condizioni di vita e non solo di tutela e inclusione? E ancora prima: ripartire dal lavoro o no?

La disoccupazione è certamente il problema più grave generato dalla crisi economico-finanziaria, che è anche crisi di democrazia e cittadinanza, a cui le donne hanno sempre dato un credito limitato.

Un gruppo di studiose giovani e meno giovani, italiane e straniere, tenta qui una presa di distanza dal ritmo accelerato delle emergenze per riflettere filosoficamente sulla questione e sulle sue implicazioni. Per ripensare le esperienze attuali su grande scala; per svuotare i paradigmi dominanti; per aprire spazi alle parole e alle pratiche di una nuova cittadinanza, di una nuova politica, a partire dalla trasformazione radicale del (non)mondo del lavoro.

4. Femminismo vs Neoliberismo. Libertà femminile versus imprenditoria di sé e precarietà, Nathan Edizioni, Salerno 2014

In epoca di “femminilizzazione del lavoro” e di piena razionalità neoliberale – economica e di governo – che ne è della soggettività femminile messa al lavoro produttivo ma deprivata del senso della propria esperienza in quanto inscritta in un tempo e in un lavoro frantumato, molteplice, disperso? Nel passaggio dal liberismo al neoliberismo è stato sostituito il piano oggettivo del mercato e dell’economia con il piano soggettivo, si è passati da un registro di scambi e di strutture alla dimensione soggettiva dell’ “imprenditoria di sé”. Quale ruolo assumono le donne in questo quadro? Il femminismo rappresenta ancora un punto di critica radicale a questo “sistema”? Quale futuro attende la “libertà femminile” messa alla prova dalla governa mentalità neoliberale? domande, articolate e complesse, cui i contributi del volume cercano di rispondere.

5. Filosofia dell’intercultura e valori asiatici, Obarra Edizioni, Roma 2013.

Nell’attuale contesto globalizzato e multietnico della contemporaneità si manifesta sempre più forte l’esigenza di ripensare la storia e gli esiti del pensiero filosofico, in una modalità che non sia autoreferenziale ed etnocentrico. La filosofia occidentale, in particolare, per poter instaurare un autentico dialogo con realtà di diversa origine, deve rimettere in discussione i suoi presupposti culturali, linguistici, etici, metodologici.


European Higher Education Area Der Zeit ihre Kunst, der Kunst ihre Freiheit